Arte e cultura

Teatro Politeama di Palermo: storia, architettura e come visitarlo

Il Teatro Politeama di Palermo: la storia del Politeama Garibaldi, la quadriga di Rutelli, i colori pompeiani, piazza Politeama e come vedere la sala.

Edificio neoclassico con gruppo scultoreo in bronzo sulla sommità a Palermo
Indice
  1. Il Teatro Politeama di Palermo in breve
  2. Storia: dal teatro all'aperto all'Esposizione Nazionale
  3. L'architettura: facciata, quadriga e colori pompeiani
  4. Dentro il teatro: la sala e il Ridotto
  5. Piazza Politeama e i dintorni
  6. Concerti, visite e informazioni utili
  7. Domande frequenti

Il Teatro Politeama di Palermo è il grande teatro neoclassico che chiude via Ruggero Settimo e apre la strada verso via Libertà: un edificio a semicerchio, con un arco trionfale sormontato da una quadriga di bronzo, affacciato sulla piazza che in città tutti chiamano piazza Politeama. Dentro c'è una sala a ferro di cavallo che oggi ospita la stagione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana. In questa guida trovi la storia del Politeama Garibaldi, cosa guardare fuori e dentro e come organizzare la visita.

Il Teatro Politeama di Palermo in breve

Il nome completo è Politeama Garibaldi. Il progetto è dell'architetto e ingegnere Giuseppe Damiani Almeyda, che vinse un concorso interno all'Ufficio tecnico del Comune. All'inizio non doveva essere un teatro chiuso: l'idea era quella di un politeama, cioè un teatro adatto a spettacoli di ogni tipo, compresi quelli equestri e circensi, da usare di giorno e all'aperto. La copertura fu decisa solo in un secondo momento, quando i lavori erano già avviati.

Oggi l'edificio è la sede della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, che qui tiene concerti, rassegne per famiglie e appuntamenti per le scuole. La scheda ufficiale della Regione su il Politeama Garibaldi di Palermo lo descrive come un "teatro del popolo" e un simbolo monumentale della città moderna, nata fuori dalle mura antiche.

Storia: dal teatro all'aperto all'Esposizione Nazionale

La storia del cantiere è lunga e piena di interruzioni. Il contratto con il costruttore fu firmato nel 1865, ma i lavori partirono solo nel 1867. Nel 1868 il Comune decise di trasformare l'arena in una vera sala teatrale con il tetto, e da lì in poi il cantiere rallentò tra problemi economici, contenziosi e anche le epidemie di colera del periodo.

Il teatro fu inaugurato il 7 giugno 1874 con I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, quando non era ancora finito e non aveva la copertura. La struttura metallica del tetto fu completata nel 1877, mentre le decorazioni furono concluse molti anni dopo. L'apertura ufficiale arrivò nel 1891, in occasione dell'Esposizione Nazionale di Palermo, con l'Otello di Giuseppe Verdi alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita. Uno studio pubblicato sulla rivista dell'Università di Bologna ricostruisce bene le fasi del progetto di Damiani Almeyda, con i disegni originali e le scelte tecniche.

AnnoCosa succede
1865Firma del contratto per la costruzione
1867Inizio dei lavori
1868Il Comune decide di dotare il teatro di una copertura
1874Prima inaugurazione, il 7 giugno, con un'opera di Bellini
1877Completamento della copertura in ferro
1891Apertura ufficiale durante l'Esposizione Nazionale, con l'Otello di Verdi
1910Il 24 maggio nasce nel Ridotto del teatro la Galleria d'Arte Moderna
2006La Galleria d'Arte Moderna si trasferisce nel complesso di Sant'Anna

L'architettura: facciata, quadriga e colori pompeiani

Da fuori il Politeama ricorda un anfiteatro romano: la facciata principale è semicilindrica e ha un doppio portico curvo, con colonne di ordine dorico al piano terra e ionico al piano superiore. Al centro si apre l'ingresso, pensato come un arco trionfale. In cima all'arco c'è la quadriga in bronzo dello scultore Mario Rutelli, che rappresenta il trionfo di Apollo ed Euterpe, la musa della musica.

Il dettaglio che molti notano solo alzando lo sguardo sono i colori. Le logge hanno pareti dipinte in stile pompeiano, con toni di azzurro e giallo e un fregio a fondo rosso con scene di giochi del circo. È una scelta tipica dell'Ottocento, quando si riscopriva la policromia dell'architettura antica.

Anche la copertura ha una sua storia. Damiani Almeyda progettò una grande "tenda" in ferro e vetro, sostenuta da colonne in ghisa, con una lanterna e un oculo centrale che fanno entrare la luce dall'alto. I disegni esecutivi furono affidati alla Fonderia Oretea di Palermo. All'epoca la soluzione fu discussa a lungo dai tecnici, e Damiani Almeyda presentò un modello della struttura al congresso di Napoli del 1880.

Dentro il teatro: la sala e il Ridotto

La sala ha la classica forma a ferro di cavallo, con due ordini di palchi e una grande galleria. Il boccascena è coronato da un colonnato corinzio con un busto in bronzo di Giuseppe Garibaldi, a cui il teatro è intitolato. Anche le decorazioni interne seguono il gusto pompeiano, con pitture di artisti siciliani dell'epoca come Rocco Lentini e Giuseppe Enea. Lo studio dell'Università di Bologna indica una capienza originaria di circa 5.000 persone e di circa 950 posti oggi.

Il Politeama ha avuto anche una vita da museo. Il 24 maggio 1910, nel Ridotto del teatro, fu inaugurata la Galleria d'Arte Moderna della città, che restò qui per quasi un secolo. Nel 2006 la collezione si è spostata nel complesso monumentale di Sant'Anna, nel centro storico, come racconta la scheda della Galleria d'Arte Moderna sul portale turistico del Comune.

Piazza Politeama e i dintorni

Quella che a Palermo tutti chiamano "piazza Politeama" in realtà sono due piazze: piazza Ruggero Settimo, su cui affaccia la facciata del teatro, e la vicina piazza Castelnuovo, con il Tempietto della musica e la statua di Carlo Cottone, principe di Castelnuovo. Ruggero Settimo fu uno dei protagonisti della rivoluzione siciliana del 1848.

La zona è il punto di passaggio tra il centro storico e la città ottocentesca. Verso sud parte via Ruggero Settimo, che porta in pochi minuti a piedi al Teatro Massimo. Verso nord comincia via Libertà, con i suoi palazzi e i giardini. È un buon punto di partenza per una passeggiata tra i due grandi teatri della città.

Concerti, visite e informazioni utili

Il modo migliore per vedere l'interno è assistere a un concerto. La stagione 2026/2027, la sessantasettesima della Fondazione, è in corso: di solito i concerti in abbonamento si tengono il venerdì sera alle 20:30 e il sabato pomeriggio alle 17:30, con in più concerti per famiglie e per le scuole (orari al momento della scrittura, ottobre 2026). Il calendario aggiornato, i biglietti e le prenotazioni per le visite guidate al teatro sono sul sito dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Il teatro si trova in via Filippo Turati 2, con la facciata su piazza Ruggero Settimo. La biglietteria è nell'edificio stesso. Prezzi, giorni e orari delle visite possono cambiare, quindi controlla sempre sul sito ufficiale prima di andare.

Domande frequenti

Chi ha progettato il Teatro Politeama di Palermo?

Il progetto è di Giuseppe Damiani Almeyda, architetto, artista e ingegnere attivo a Palermo nella seconda metà dell'Ottocento.

Quando è stato inaugurato il Politeama Garibaldi?

La prima inaugurazione fu il 7 giugno 1874, con il teatro ancora incompleto. L'apertura ufficiale avvenne nel 1891, durante l'Esposizione Nazionale.

Cosa rappresenta la quadriga sopra l'ingresso?

È un gruppo in bronzo di Mario Rutelli che raffigura il trionfo di Apollo ed Euterpe, legato al tema della musica e delle arti.

Si può visitare il Politeama senza andare a un concerto?

Sì, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana propone visite guidate su prenotazione. Date e prezzi vanno verificati sul sito ufficiale dell'orchestra.

Che differenza c'è tra il Politeama e il Teatro Massimo?

Sono due teatri diversi, a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro. Il Politeama Garibaldi è la casa dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, mentre il Teatro Massimo è il teatro d'opera della città.

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